Claudio Martinelli, il ruolo del Team Manager

Due chiacchiere con Claudio Martinelli, team manager e un po’ “papà” delle azzurrine del Linkem Club Italia


Team Manager di una squadra sportiva, qual è esattamente il suo ruolo?

"Riassumere in poche parole il mio lavoro non è semplicissimo, diciamo che mi occupo di tutte le questioni logistiche della squadra. Organizzo le trasferte, trovo gli alberghi. Rispondere alle “necessità” delle ragazze è un po’ il mio compito”.


Nel vedere come le ragazze si rivolgono a lei si potrebbe parlare della sua figura come una figura molto simile a quella di un “padre”

“Sì, diciamo che le ragazze, dal momento che vivono lontano da casa e di conseguenza lontano dai genitori, hanno bisogno di una figura che dia loro sicurezza. Un punto di riferimento. La vita dello sportivo è una vita spesso complessa, soprattutto quando si tratta di ragazze giovanissime. Un punto fermo, una figura su cui fare riferimento è fondamentale”.

 

Ragazze giovanissime appunto. Cosa cercate di insegnare, anche fuori dal campo?

“Quello su cui noi puntiamo è trovare una continuità. Trovare una stabilità sportiva, ma anche psicologica. Un atteggiamento nei confronti dell’agonismo che sia mantenuto sia dentro sia fuori dal campo. Il più delle volte anche se una partita non va benissimo cerchiamo sempre di trovare un spunto positivo per incoraggiarle. Quello del Linkem Club Italia è un progetto molto importante che richiede dei tempi di lavoro piuttosto lunghi. La posta in gioco è alta, si parla di formare ragazze da mandare in Nazionale per Londra 2012. Le ragazze sanno di essere delle privilegiate quindi si impegnano e cercano di dare il massimo”.


Trasferte, giornate intere da trascorrere con le ragazze, momenti divertenti sicuramente non mancheranno. Si ricorda qualcosa in particolare?

"Sì, certamente. Eravamo in trasferta a Busnago. Era la prima fuori casa delle più giovani del gruppo, la Pisani e la Diuof. Il battesimo della trasferta era d’obbligo. Così le compagne hanno fatto credere di andare, la sera, a ballare in discoteca. Loro, in quanto più piccole, non avrebbero potuto partecipare alla serata. Così sono venute da me implorandomi di lasciarle andare… alla fine mi sono fatto convincere. A quel punto le artefici dello scherzo le hanno invogliate ad andarsi a preparare al meglio per l’occasione. Non potevano mica andare a ballare in tuta e senza trucco. In pochissimo tempo le due vittime dello scherzo erano pronte, sono corse sul pullman e lì sopra non c’era nessuno, solo le compagne di squadra che le aspettavano in albergo ridendo a più non posso”.

 

La vita di squadra è così, ci sono momenti per impegnarsi ma anche momenti di svago da condividere con la squadra e con tutto il team. Un augurio per le giovani promesse?

“Un in bocca la lupo sicuramente e poi impegno e dedizione. I risultati sono fatica e sudore”

 

 

Condividi sui social network